San Martino e il mendicante – El Greco

San Martino e il mendicante   El Greco

Dipinto del pittore spagnolo El Greco “San Martino e il mendicante”. La dimensione del dipinto è di 193 x 103 cm, olio su tela. San Martino di Tours nacque nel 336 nella Bassa Ungheria, fu cresciuto a Pavia; per volere di suo padre, una tribuna militare, dovette entrare nei ranghi dell’esercito e qui, essendo ancora annunciato, divenne famoso per le sue virtù.

La storia è particolarmente nota, in quanto Martin, vedendo un mendicante nudo, mezzo morto, tagliarsi il mantello a metà e gli diede metà, e per quella notte fu contento dell’apparizione nel sogno del Signore Gesù Cristo, che era vestito nella stessa metà del mantello e disse: “Martin mi ha vestito con questo mantello” . Ricevendo il battesimo, Martin lasciò l’esercito, si diede sotto la guida spirituale di Gilaria Poitius e si rivolse all’esorcismo.

Per convertire i suoi genitori, fece il difficile viaggio verso la sua terra natale, ma solo sua madre riuscì a convertirsi. Sia lì che a Milano, Martin fu molestato dagli ariani. Nel 361, Martin di Tours istituì vicino a Poitiers il primo monastero adeguatamente organizzato in Occidente.

I suoi sermoni e conversazioni erano semplici e senza arte, pieni di parabole; si riferiva spesso alle sue visioni di poteri celesti o spiriti maligni. Tentato dal diavolo, che gli disse che coloro che avevano peccato dopo il battesimo non sarebbero stati perdonati, Martin esclamò: “Anche se fossi infelice, pentito delle tue cattive azioni, ti prometterei senza pietà la tua misericordia, con la completa speranza di Cristo”. Gli abitanti di Tour costrinsero quasi forzatamente Martin ad accettare l’autorità vescovile su di loro.

Trasformando i pagani, Martin ruppe i loro idoli, abbatté gli alberi sacri, costruì chiese e monasteri. Lui stesso continuò a condurre una modesta vita monastica, visse prima nella sua cella, poi si costruì una capanna su un’alta roccia, sulle rive della Loira; presto un intero monastero apparve qui, il famoso Marmouth. Il mite Martin non era estraneo a nessuna azione violenta: smise di comunicare con quei vescovi che persuasero l’imperatore a eseguire il priscilliano.

Martin morì nel 401.

Il vescovo Perpetuis fece erigere una magnifica basilica a Poitiers sopra la tomba di Martin. Da allora, la fama di Martin, la cui diffusione contribuì notevolmente alla sua biografia del santo, il discepolo Sulpicio Severo, iniziò a crescere ancora di più. La storia del mantello di Martin ha dato un oggetto riconoscente all’arte medievale, ed espressioni come “Martin Mass”, “St.

Martin’s Summer” sono entrate nella vita quotidiana in Occidente.

Kappa di San Martino serviva i re dei Franchi come uno stendardo senza il quale non avrebbero marciato. Martin di Tours era considerato il patrono di Francia, Magonza e Würzburg. Gregorio di Tours racconta molto dei miracoli che Martin fece dopo la sua morte. La festa dedicata a San Martino alla fine dell’autunno in Occidente era collegata a molti rituali di origine pagana, principalmente con la festa autunnale di Wodan.

Da qui l’origine delle luci martin e dei coetanei, con l’obbligo “oca martin” e un campione di vino giovane.