Ritratto di Dante – Sandro Botticelli

Ritratto di Dante   Sandro Botticelli

Avrebbe potuto trascurare il grande Botticelli del suo più grande contemporaneo, il grande poeta, il creatore della lingua letteraria italiana e l’autore della Divina Commedia, Dante Alighieri?

Tuttavia, nonostante il fatto che l’appartenenza di questo ritratto al grande maestro sia in dubbio, supponiamo che seguendo una serie di illustrazioni a “Paradiso” e “Inferno” della citata poesia, l’artista stesso, o con l’aiuto dei suoi studenti, abbia creato l’immagine dell’autore dell’opera immortale.

Ovviamente Botticelli condivideva le opinioni politiche radicali del poeta, che era un attivo sostenitore dell’indipendenza di Firenze. Il poeta trascorse molti lunghi anni in esilio a causa della guerra interna che aveva tormentato la sua città natale alla fine del XIII secolo.

Il volto raffigurato nel ritratto trasuda calma, forte volontà e fiducia in se stessi. Davanti a noi c’è una persona straordinaria, indipendente. Abiti rosso brillante ma modesti, che ricordano le vesti sacerdotali, parlano di aspirazioni spirituali, una corona di alloro – di vittorie letterarie, un profilo di inversione a U fa apparire il ritratto come un’immagine su un ordine o una moneta.

Solo il bordo di un berretto bianco abbagliante che sporge da sotto un berretto rosso sulla testa di Dante con nastri scatenati parla allegoricamente della purezza e della sincerità dei pensieri rappresentati e delle caratteristiche della sua autoironia.

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