Giunone visita il guardiano eolico del parabrezza – Francois Boucher

Giunone visita il guardiano eolico del parabrezza   Francois Boucher

Dipinto dell’artista francese Francois Boucher “Giunone visita il custode dei venti Eola”. La dimensione del dipinto è di 278 x 203 cm, olio su tela. Come racconta l’autore romano Virgilio nel primo libro dell’Eneide, la dea Giunone, assorbita dalla gelosia di Venere, incuriosì in ogni modo per impedire l’arrivo della flotta di suo figlio Enea sulle rive dell’insediamento fondato dai Troiani in Italia.

Nella descrizione di Bush di questo antico mito, Giunone visita Eola, il custode dei venti, e lo convince a liberarli, provocando così una tempesta e una violenta tempesta che avrebbe inondato Enea. Come pagamento per il servizio e come tentazione, Giunone le offre la ninfa più bella, Deeyopey, a Eola.

Giunone dirige la torcia della passione direttamente nel cuore di Eola, mentre Cupido prepara una freccia destinata alla passione e all’obbedienza di una ninfa i cui polsi sono legati con perle. Follemente innamorato, Eolo, ascoltando Giunone, è pronto a liberare la moltitudine di venti.

La presenza di un’affascinante ninfa del mare e di una naiade, situata in primo piano nell’immagine, dice che il potente Nettuno, il dio del mare, non lascerà vagare i venti e calmerà l’elemento ribollente del mare. Giunone, nella mitologia romana, una delle dee supreme, la moglie di Giove. Corrisponde al greco Hera.

Dea Hera, nell’antica mitologia greca, regina degli dei, sorella e moglie di Zeus; patrona del matrimonio. Figlia di Kronos e Rhea. Differisce con autorità, crudeltà e disposizione gelosa.

Hera persegue con i suoi odio gli amanti e i figli di Zeus.

Per rappresaglia di Zeus, che diede alla luce Atena, Giunone diede alla luce Efesto senza la sua partecipazione. Eolo, nella mitologia greca: l’antenato delle Eolie; signore dei venti. Eolie, una delle principali tribù greche antiche.

Il centro dell’insediamento è la Tessaglia orientale, da dove le Eolie alla fine del secondo millennio a. C. si diffusero in tutta la Tessaglia e la Beozia, quindi nella parte nord-occidentale dell’Asia minore.