Prankster Bacchus – Guido Reni

Prankster Bacchus   Guido Reni

Dipinto del maestro della scuola accademica di pittura bolognese di Guido Reni “Prankster Bacchus”. La dimensione del dipinto è di 72 x 56 cm, olio su tela. A Roma, il culto di Bacco – o, come si chiamava in precedenza, Liber, identificato con il vecchio Liber-Pater italiano – fu preso in prestito dai Greci del Sud Italia, insieme al culto di Demetra e Persefone.

Nel 496 a. C., fu costruito un tempio comune per tutte e tre le divinità e una festa annuale fu istituita a marzo – Liberalia. Solo molto più tardi fu introdotto il ministero mistico greco a Bacco, che qui presto assunse il carattere di estrema licenziosità e immoralità.

Le opere d’arte precedenti rappresentano Bacco come un uomo già in età adulta, con una postura magnifica, con i capelli lunghi e la barba, in abiti lunghi, con una benda in testa e una ciotola o un grappolo d’uva in mano. L’arte successiva raffigurava Bacco come un giovane o un adolescente, di una corporatura morbida e tenera, completamente nudo o coperto di pelle di daino e nelle case di caccia. Sulla testa di Bacco c’è una benda e una ghirlanda, nella sua mano c’è un tirs.