MUSICING ST. Cecilia con l’angelo – Domenichino

MUSICING ST. Cecilia con langelo   Domenichino

“La musica di Santa Cecilia con l’angelo” principio intellettuale e artistico, che ha dotato questa immagine, ci porta a una chiara comprensione della bellezza dell’ispirazione.

Quasi Raffaello in termini di artigianato, il disegno è saturo di tali gradazioni di colore, che solo la pittura di Veronese potrebbe dare una spinta; Il tema del dipinto stesso, apparentemente, aveva per l’artista la forza iniziale attraente. Come ha notato uno dei cronisti della scuola bolognese, Domenichino, da bambino, “amava la musica in misura estrema… anche se non sapeva davvero come suonarla”.

Sulla teoria, ha parlato con tale conoscenza che è stato ascoltato con rispetto dagli esperti. Aveva un’arpa e un clavicembalo, ricostruiti nel vecchio umore cromatico da lui aperto, ma in questa immagine la musica è suonata sulla viola a sette corde e, forse, alla maniera del compositore Claudio Monteverdi, contraddistinta dal desiderio di una chiara espressione di emozione. La santa preghiera ci dice che “la vergine Cecilia cantava all’unico Signore, dicendogli: dai purezza, o Signore, al mio cuore e al mio corpo affinché non perisca”.

Prima di lavorare su questa immagine, Domenichino dipinse una cappella nella chiesa di San Luigi in onore di San Cecilia, il cui corpo, miracolosamente rimasto indeciso, fu scoperto venti anni prima a Roma.