Il martirio di Santo Stefano – Giorgio Vasari

Il martirio di Santo Stefano   Giorgio Vasari

L’artista, architetto e storico dell’arte Vasari nella pittura si è dimostrato un aderente al manierismo, cioè l’arte che ha sostituito il Rinascimento. L’imitazione e i movimenti dei personaggi in questa tela, che raffigura la lapidazione di Santo Stefano, sono pieni di espressione.

I torturatori in piedi in mezzo alla folla lanciarono pietre contro di loro per lanciarli al santo, e Stephen, alzando gli occhi al cielo e allargando le braccia, prega appassionatamente. Il volto illuminato del santo è in contrasto con i volti dei pagani distorti dall’odio. La collisione di azione e messaggio spirituale provoca una particolare tensione nel lavoro.

A causa delle loro posture e dei loro gesti, i corpi allungati e flessibili dei personaggi formano uno schema complesso, a volte stravagante, caratteristico della pittura dei manieristi, che cercavano l’espressività di linee e colori. L’arte di questi maestri è stata progettata principalmente per risvegliarsi nella simpatia della preghiera.

Nell’angolo in basso a destra, Vasari mise un giovane uomo che indicava cosa stava succedendo, spingendolo ad ammirare la capacità di resistenza del santo, sebbene l’apparizione di Stefano attirasse il suo sguardo sulla persona che stava guardando l’immagine, e tutto ciò che vi era raffigurato difficilmente poteva lasciare qualcuno indifferente.